THE RECOVERY PLAN

04 agosto 2021–05 settembre 2021

La mostra

Con l’obiettivo di proseguire il programma sperimentale di attività dedicata ai giovani artisti del progetto Academy Young, nel mese di agosto il MA*GA propone una serie di progetti nati dal dialogo con istituzioni internazionali che si occupano di promozione e supporto agli artisti emergenti.
In particolare, una selezione del Cinema Program di School of Waters, XIX Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo verrà presentato, in loop con cadenza giornaliera, dedicato ogni giorno ad un artista differente selezionato tra i partecipanti alla Biennale.
Accanto alle proiezioni sono inoltre esposti i lavori di Victor Fotso Nyie e Francis Offman all'interno del progetto espostivito "The Recovery Plan", iniziato nel 2020 e che prosegue e si chiude nell'estate 2021.

Victor Fotso Nyie
Resilience
Saranno circa 25 anni ormai che esistono accordi di cooperazione tra il Camerun e l'Italia. Spesso nelle riflessioni su questo rapporto manca la situazione degli studenti camerunensi nelle università italiane. La mostra Résilience attinge ad archivi istituzionali e privati italiani con dati inerenti all'interazione delle componenti della comunità camerunense sul territorio nazionale. La mostra si basa su uno scambio intergenerazionale di frustrazione e rabbia erede di una storia coloniale. Tradotto in una serie di quattro opere fatte di terra come passaggio e ritenzione lo scambio culturale e messa in dialogo con il passaggio di costumi e psiche all’interno delle comunità diasporiche. Le opere sono nate in risposta all’attuale situazione di Guerra civile fra le zone anglofone e quelle francofone.

Francis Offman
You might know
“You might know” prende spunto dalla canzone di Johnnie Frierson che parla di Bryan Winford detto “spaceman”, un inventore afroamericano di Memphis che, senza alcun tipo di istruzione, nel 1988 aveva creato un'auto a guida autonoma e ad attivazione vocale. Ogni parte delle sue creazioni, veniva da discariche, da macchine rottamate o abbandonate. Nei lavori di Francis Offman, tele e dipinti nascono riutilizzando materiali e prodotti scartate come risposta al sistema consumistico della società attuale. Le opere sono dei patchwork di frammenti ricuperati di materiali come la carta cinese, fatta di castagne, che richiama ai sottili e intricati rapporti tra Africa e Cina e il caffè, anima di questa mostra che rappresenta un ponte con la sua terra madre, il Rwanda e una sorta di mappa. La mostra è stata sviluppata attraverso una collaborazione con la ricercatrice, Jessica Sartiani, coffee specialist e barista volendo far luce su molti avvenimenti che hanno contribuito alla crescita del consumo di questo prodotto, puntando i fari sul rapporto stretto tra colonizzazione e caffè, su come il caffè abbia viaggiato dall’Africa verso altre terre, di come questo viaggio sia, amaramente, lo stesso degli schiavi africani".