Le trame di Penelope

A cura di Emma Zanella


10 November 2007  -  10 February 2008

Tre donne di tre generazioni differenti si incontrano alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate grazie ad un unico progetto espositivo in divenire, leggero e attrattivo per il pubblico, che si sviluppa in momenti temporalmente differenti, ma strettamente legati tra loro: sabato 10 novembre 2007 si inaugura la mostra Le trame di Penelope: Enrica Borghi, Alice Cattaneo, Name Diffusion. Opere e workshop.
Si tratta di una mostra “in progress” fluida e dinamica, all’interno della quale, accanto a opere compiute che documentano la loro ricerca artistica, le artiste metteranno in atto grandi workshop basati sul frammento e sulla risignificazione di materiali quotidiani.
La Biòboutique di Enrica Borghi (2002, installazione di bottiglie di plastica e materiali vari), le opere video di Alice Cattaneo da Singer (2004) a 13video (2005), le installazioni di Name Diffusion come Name collection (1992, installazione, materiali vari) e Business art/art business (1993) si propongono quali punti fermi della mostra, stanze compiute che accompagnano il visitatore e lo inducono a entrare nel pensiero creativo di ciascuna artista.
Accanto alle opere “ferme”, le artiste metteranno in scena grandi workshop ottenuti con un lavoro collettivo e di atelier e con materiali differenti: frammenti di plastica e di Tetrapak per Enrica Borghi, frammenti di tessuti per Name Diffusion, figurine-stickers per Alice Cattaneo.
Nei mesi di apertura della mostra lo spazio espositivo della Gam diverrà così un vero e proprio laboratorio di idee, incontri, relazioni guidate da artiste che hanno percorso e percorrono ricerche assolutamente indipendenti, ma che sono accomunate da un’analoga sensibilità nel trattare i materiali “minimi” con cui lavorano e nel coinvolgere il pubblico in atelier globali per i quali fondamentale sarà la collaborazione con il dipartimento didattico del Museo, che guiderà il grande pubblico nei workshop e nell’elaborazione dei progetti artistici.
La stessa idea di temporalità e fluidità è trasmessa anche al catalogo, strumento di lavoro e di lettura della mostra, cahier de voyage, aperto, dinamico e capace di rendere conto della trasformazione delle opere: le immagini infatti potranno essere integrate sia in mostra, sia attraverso il sito della Gam, stampando il reportage fotografico in tempo reale, durante i tre mesi della mostra.

NAME DIFFUSION
Associazione e “impresa” creata da Marion Baruch nel 1990 e registrata alla Camera di Commercio di Milano, realizza progetti artistici basati sulla condivisione di esperienze di comunicazione collettiva, antropologica, cosmopolita, attraverso l’utilizzo o il riutilizzo di materiali semplici, intesi concettualmente come elementi di aggregazione e confronto.
Composta da Marion Baruch, Myriam Rambach e Arben Iljazi, Name Diffusion é attiva soprattutto in Francia, ma lavora in tutta Europa partecipando a progetti di portata internazionale come: Micropolitiques, Grenoble 2000; Contemporaines, genre et rapresentation, Parigi 2002, Mobilites, Parigi 2004; Biennale de Paris 2006.

ENRICA BORGHI
Nata a Premosello Chiovenda (No) nel 1966, attualmente vive e lavora ad Ameno sul Lago d’Orta. Si è formata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera diplomandosi in Scultura nel 1990.
Lavora con materiali di scarto, in particolare bottiglie di plastica colorate, con cui realizza oggetti reali legati al mondo femminile.
Ha fondato nel 2005 un’associazione che si occupa di cultura contemporanea, Asilo Bianco, ed ha partecipato al progetto Dance Break (Torino) con la performance Out of Blu. Tra le sue opere La Regina presentata al Museo di Rivoli nel 1999, la finta rivista di moda Borghi in fashion (2001), il libro Zapping in love (2002)  e Bio-boutique presentata nel 2004. Recentemente ha presentato a Nizza la personale L’avant-scene ed ha esposto al Chelsea Art Museum di New York.

ALICE CATTANEO
Nata nel 1976 a Milano, dove vive e lavora, Alice Cattaneo realizza installazioni, sculture e video attraverso i quali esplora la “banalità” materiale di oggetti e situazioni. La caratteristica più sorprendente del suo lavoro è la capacità non comune di ottenere risultati straordinari con mezzi molto semplici.
Dopo aver conseguito un Master in Scultura presso il San Francisco Art Institute nel 2004, ha partecipato a decine di rassegne collettive negli Stati Uniti, in Europa e Italia (21st Century Video Art,  San Francisco, 2003; La donna oggetto, Vigevano 2006; Apocalittici e Integrati. Utopia nell'arte italiana di oggi, Roma 2007), ha vinto numerosi premi (Premio Ratti per l’Arte 2006) e ha tenuto alcune importanti mostre personali (Concrete Particularities, San Francisco, 2004, Galleria Suzy Shammah, Milano 2005; Analix forever Ginevra, 2006).

Foto

10/11/2007