Alessandra Ferrini. Tutta un'altra storia

26 gennaio 2020–01 marzo 2020

La mostra

Tutta un’altra storia
Un film di:
Alice Fattoruso, Debora Prandi, Alekos Recchia, Matilde Sciacca, Erika Sironi, Federica Ghioldi, Serena Lombardo, Irene Manto, Simone Migliavacca, Martina Pitoia, Martina Fichera, Denisse Landivar, Martina Riccio, Christian Vaccaro, Diego Zannin, Bereket Bellini,Micaela Berton, Helena Bettinelli, Luna Brera, Camilla Cavelli, Eva Cannazza, Martina Caputo, Martina Cozza, Melissa Parini, Luca Pravettoni, Alessandro Sidoti con Alessandra Ferrini

La Project Room del MA*GA inaugura nel 2020 con Tutta un’altra storia, cortometraggio realizzato dagli studenti del Liceo Artistico P. Candiani di Busto Artistico con Alessandra Ferrini sui temi del caporalato e degli stereotipi della rappresentazione identitaria nazionale. Sulla base di documenti audio provenienti dagli archivi di “Radio Ghetto, voci libere”, gli studenti hanno realizzato una serie di “visual” montati poi in un “film-saggio” in cinque capitoli sulla condizione lavorativa dei migranti in Italia.
Il video è stato realizzato in occasione di #STORIE2030 Raccontare lo sviluppo sostenibile, realizzato e finanziato dal Piano Nazionale MIUR-MIBACT “Bando Cinema per la Scuola”.

A proposito di “Radio Ghetto, voci libere”
Fondato nel 2012, Radio Ghetto, Voci Libere è un progetto di comunicazione partecipata, una radio che è nata per dare voce agli abitanti del Gran Ghetto di Rignano, vicino a Foggia. Il Ghetto è una baraccopoli che fino al 3 marzo 2017 ha ospitato fino a 2500 migranti la maggior parte dei quali provenienti dall’Africa occidentale sui quali l’agricoltura italiana conta in modo stabile attraverso lo il “lavoro forzato”. Ci si riferisce al fenomeno con il nome di “agromafia” o caporalato, una forma molto diffusa di schiavitù moderna che sta prendendo piede nel nord globalizzato. Attraverso le trasmissioni radio i raccoglitori al Gran Ghetto possono condividere le loro esperienze e parlare delle loro condizioni di vita inumane, per portare alla luce le loro battaglie e mettere in guarda altri migranti. Costruito sulla base del loro desiderio di non essere fotografati o filmati, il video evita una rappresentazione mimetica concentrando l’attenzione sulle registrazioni radio. Combinando testo, immagini di Google Earthe Streetview si mette in evidenza il potere della radio di attraversare i confini e connettere il centro con la periferia, alla ricerca delle tracce dei migranti nel paesaggio rurale del sud Italia. Una parte del progetto in mostra è stato realizzato nella cornice di A-i-RWro (Wroclaw, Polonia) nel contesto di Wroclaw European Capital of Culture 2016 in occasione della quale è stata prodotta una pubblicazione intitolata Outcross