Ventiduesima Giornata del Contemporaneo AMACI
Sabato 10 ottobre 2026 dalle ore 16.00
10 ottobre 2026–10 ottobre 2026
VENTIDUESIMA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
Sabato 10 ottobre 2026
In occasione della XXII Giornata del Contemporaneo AMACI, il Museo MA*GA promuove una serie di appuntamenti dedicati alla ricerca, alla produzione editoriale e alle pratiche performative, in concomitanza del finissage delle mostre attualmente in corso: Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964–1971, Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche e ARTE VIVA. Processi performativi e partecipativi come pratica – XXVIII Premio Gallarate.
Ingresso libero
PROGRAMMA
Sala Arazzi Ottavio Missoni
16:00 | Proiezione video Vincenzo Agnetti, Elisabetta d'Inghilterra. Lecture-performance 37a Biennale di Venezia, 1976
16:20 | Saluti istituzionali
16:30 | Presentazione collana i Quaderni - Italia 2050 Centro di ricerca del Museo MA*GA (Nomos Edizioni)
Vol. 1 Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche
con Alessandro Castiglioni e Germana Agnetti
Vol.2 Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964 – 1971
con Emma Zanella, Ilaria Bignotti, Cosima Scheggi
La collana rappresenta uno degli strumenti centrali attraverso cui Italia 2050. Centro di ricerca per l’arte italiana 1950–2050 sviluppa la propria attività di studio e approfondimento. I volumi nascono dalle iniziative del Museo MA*GA e riflettono una concezione del museo d’arte contemporanea come luogo di ricerca, capace di interrogare la storia dell’arte e, allo stesso tempo, di aprirsi a nuove interpretazioni e possibili narrazioni. Attraverso I Quaderni, il Centro di ricerca intende inoltre attraversare il presente per intercettare le trasformazioni dei linguaggi artistici contemporanei e contribuire alla costruzione di una possibile idea del futuro. La collana è diretta da Emma Zanella e Alessandro Castiglioni.
17:15 | Performance Neg
con Michele Lombardelli, in collaborazione con Archivio Vincenzo Agnetti
Concepita da Vincenzo Agnetti nel 1970, Neg è uno strumento per produrre quella che l’artista definiva una “musica in negativo”: in assenza di un suono che la attraversi, la scultura genera una frequenza, dando così rilevanza alle pause della musica e della parola. Il Neg rappresenta una delle operazioni concettuali attraverso cui Agnetti riflette criticamente sulla società dei consumi, sull’alienazione e sul rapporto tra individuo, macchina e tecnologia.
L’azione performativa restituisce all’opera la sua dimensione sonora e temporale, trasformando il pubblico in parte attiva dell’esperienza.
17:45 | Presentazione catalogo ARTE VIVA.
Processi performativi e partecipativi come pratica. XXVIII Premio Gallarate (Nomos Edizioni)
con Alessandro Castiglioni, Emma Zanella
Il volume presenta le ricerche dei protagonisti della XXVIII edizione del Premio Gallarate Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi e Martina Rota, cinque artisti che lavorano attraverso linguaggi performativi capaci di coinvolgere parola, corpo, suono e relazione. Pratiche processuali e relazionali che mettono in discussione i confini dell’opera e il ruolo del pubblico e che, entrando nello spazio museale, interrogano le convenzioni dell’istituzione e la possibilità di accogliere nella collezione permanente forme artistiche dinamiche e in continua trasformazione.
18:00 | Until there’s no air di Martina Rota, all’interno del festival MILANoLTRE
Until there’s no air è un progetto di ricerca che assume il cheerleading come dispositivo per riflettere sulle dinamiche di potere dei corpi. Pratica di sostegno e al tempo stesso macchina di consenso, il cheerleading viene attraversato nella sua ambivalenza politica.
Geometrie corporee e chants compongono una grammatica di mobilitazione inscritta in un’estetica del corpo femminile tra esposizione e disciplina. Until there’s no air immagina il respiro come l’unica coreografia che precede ogni forma di potere.
Evento parte della seconda edizione di Dans(e) l’Atelier, il progetto di micro-residenze coreografiche ideato da MILANoLTRE in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Artista attiva tra arti visive e pratiche performative, nonché protagonista della XXVIII edizione del Premio Gallarate, Martina Rota porta nella performance una ricerca che nasce dall’incontro tra danza, arti visive e spazio.