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THE WALL BETWEEN US

17 ottobre 2021–09 gennaio 2022

La mostra

THE WALL BETWEEN US
(Be)Longing, Repair and Its Politics Of Affects
Van Bo LeMentzel,Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini,Hương Ngô e Hồng-Ân Trương,Jacqueline Hoàng Nguyễn,Thị Minh Huyền Nguyễn,Minh Duc Pham,Minh Thắng Phạm, Danh Vo

UN PROGETTO DI
Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini
a cura di Elena Agudio

Dal 17 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022, il MA*GA ospita la mostra The wall between us, frutto di un lungo processo di ricerca che gli artisti Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini portano avanti da molti anni e che nel 2020 è stato vincitore dell’ottava edizione di Italian Council, il programma di promozione di arte contemporanea nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’opera nasce da una riflessione su alcune delle eredità più intricate della guerra fredda e coinvolge comunità della diaspora asiatica e in particolare vietnamita in Europa e Nord America, interrogandosi al contempo sulla relazione personale degli artisti con le loro storie. In collaborazione con artisti, scrittori e attivisti, Mocellin e Pellegrini analizzano la loro posizione di genitori adottivi italiani con una figlia e un figlio nati in Vietnam, riflettendo sull’intersezione tra appartenenza, parentela, storia, memoria, politiche identitarie, nonché sugli intrecci esistenti tra loro e i diversi movimenti di memoria che costellano Berlino, la città in cui vivono.
Quello del muro di Berlino, o meglio del suo spettro, diviene così un’immagine ricorrente che è strumento narrativo da cui il loro racconto visivo si sviluppa.
Da qui il titolo della videoinstallazione, The wall between us, che documenta un viaggio visionario attraverso la capitale tedesca. Una piccola barca a vela si muove lungo per le strade della città, lungo il percorso dove prima sorgeva il muro.
Su questa barca, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini e la loro famiglia trascorrono una giornata, intima e ordinaria, nello spazio pubblico, navigando nel traffico cittadino alla ricerca di un luogo immaginario, dove le memorie e le vite di chi è stato diviso dalla storia possano idealmente incontrarsi. Il video è pensato come una lettera dei due artisti alle madri biologiche della loro figlia e del loro figlio.

La mostra racconta anche la storia di una collaborazione sviluppata con SAVVY Contemporary di Berlino, capofila del progetto, e di una serie di workshop curata dall’archivio Colonial Neighbours all’interno di SAVVY Contemporary e presso la Jindrich Chalupecky Society (FCCA) a Praga. Gli incontri, animati da membri delle comunità diasporiche, mettono in discussione le idee di narrazione, memoria e storie familiari - compresa una riflessione sull'adozione transnazionale - in un contesto storicamente carico di una eredità post-socialista e post-coloniale.

La mostra al MA*GA presenta non solo il percorso personale degli artisti, ma anche la storia di un incontro con architetti e artisti quali Van Bo Le Mentzel, Jacqueline Hoàng Nguyễn, Hương Ngô e Hồng-Ân Trương, Minh Thang Pham, Minh Duc Pham, Thị Minh Huyền Nguyễn con i quali Mocellin e Pellegrini dialogano negli spazi della mostra e cristallizzano alcune delle riflessioni sviluppate nel cammino di due anni di collaborazione, aprendo nuovi sentieri e traiettorie, e complicando le maglie della narrazione.

“Lo spettatore – dichiara la curatrice Elena Agudio - è invitato a navigare lo spazio tra le interiezioni, a confrontarsi con i punti di domanda e le ellissi, a dipanare il bandolo di una matassa per non trovare i princìpi e le fini di una narrazione aperta e in divenire. Con questa sospensione di giudizio nella forma di una mostra, siamo invitati a riflettere: quale è la forma e il tipo di muro che incontriamo tra di noi, e di fronte a noi stessi?”.

Accompagna la mostra un libro pubblicato da Archive Books e pensato come una serie di lettere scritte dai vari autori Dieu Hao Do; Jacqueline Hoàng Nguyễn con Hương Ngô e Hồng-Ân Trương; Duc Pham Minh con Thang Pham e Vi Tranova; Isabelle Müller; Linh Tran; Rae Mee-Jin Tilly; Tran Thi Thu Trang e Thi Minh Huyen Nguyen; Trinh Thi Minh Ha; Elena Agudio; Ottonella Mocellin-Nicola Pellegrini alla figlia Rosa Dao e al figlio Tito Vinh Phuc, e alle generazioni diasporiche a venire. Il formato della lettera è qui inteso come un espediente letterario per riflettere su diversi aspetti della diaspora vietnamita ad alcuni giovani membri della comunità che leggeranno queste parole nel prossimo futuro. La pubblicazione è pensata come un dono per i lettori del futuro e come uno strumento per incoraggiare il dialogo, guardando avanti e indietro attraverso la lente del momento attuale.
Il progetto di Jacqueline Hoàng Nguyễn è realizzato anche grazie al contributo del Canada Council for the Arts.
Attività in collaborazione con Společnost Jindřicha Chalupeckého / Jindřich Chalupecký Society

 

 

L'artista

Ottonella Mocellin (Milano, 1966) e Nicola Pellegrini (Milano, 1962), vivono e lavorano a Berlino.
Dopo aver studiato alla Chelsea School of Art e alla Architectural Association School of Architecture di Londra, nel 2001-2002 hanno rappresentato l'Italia per il PS1 International Studio Program di New York. I conflitti, l'emotività, il dialogo e la comunicazione nel contesto delle relazioni umane sono tutti temi dominanti nel lavoro artistico del duo di artisti italiani. Hanno esposto alle Biennali di Torino, Valencia, Tel Aviv e Tirana, Manifesta 12, Palermo. Il loro lavoro, che comprende installazioni, fotografie, video e performance, è stato esposto in vari luoghi tra cui: American University Museum, Washington DC; MUAR, Moskow; PS1, New York; Atelier D'Artistes, Marsiglia; SMART, Amsterdam, Kunsthaus, Dresda; ACC Galerie, Weimar; Fondazione del Monte, Bologna; GAM, Bologna; GAM, Torino; Palazzo delle Papesse, Siena; MART, Trento e Rovereto; PAC, Milano; PAN, Napoli; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Fondazione Merz, Torino; MACRO, Roma; MAMbo, Bologna; Museo del Patrimonio Municipal de Malaga, Malaga; GNAM Galleria Nazionale d'arte Moderna, Roma; Centro di Cultura Contemporanea a Palazzo Strozzi, Firenze.
Sono rappresentati dalla Galleria Lia Rumma di Milano e Napoli.

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