Umberto Ciceri

La forma del ritmo

08 ottobre 2022–11 dicembre 2022

La mostra

Accanto al riallestimento della collezione, il MA*GA presenta la mostra personale di Umberto Ciceri. Il progetto espositivo si concentra sulla produzione astratto – analitica dell’artista, che prende le mosse dal Manifesto Realista (1920) di Naum Gabo e approfondisce le sperimentazioni cromatiche caratterizzate dall’uso autoriale e innovativo di superfici lenticolari. Scrive l’artista in merito alla mostra: “i visitatori si muoveranno continuamente, produrranno da soli le associazioni necessarie, troveranno il loro ritmo: gli articoli della Dichiarazione dei Diritti Umani che si susseguono, i corpi che si agitano, i canti regolati da codici geometrici, i colori sulla soglia dell’invisibilità, le opere intarsiate composte secondo regole contrappuntistiche, tutto entrerà in risonanza, proponendo un atmosfera percettiva contemplativa e sospesa”.

Il percorso espositivo si completa con la sezione allestita all’interno delle sale ViaMilanoLounge all’aeroporto di Milano Malpensa T1.
Il progetto è realizzato grazie al supporto di Movie Skin.

Scrive in merito al progetto espositivo il curatore Alessandro Castiglioni: "Questo studio si pone l’obiettivo di definire in termini omnicomprensivi e teorici una parte consistente dell’opera di Umberto Ciceri, specificatamente dedicata alla sua ricerca di matrice astratta. Un lavoro che tende a sovrapporre e citare una serie di esperienze storiche legate all’avanguardia e la neoavanguardia, in dialogo con tecniche digitali di manipolazione dell’immagine e computazione algoritmica, chiaramente contemporanee. Possiamo trovare, nel lavoro di Ciceri, un interesse verso elementi di carattere costruttivista e cinetico – l’artista stesso ricorda l’importanza per lo sviluppo della sua ricerca, del Manifesto Realista di Naum Gabo del 1920 – ma anche elementi di carattere analitico che pongono la sua ricerca più in linea di continuità con movimenti di natura concettuale come la Nuova Pittura, così come Filiberto Menna la definì nel 1973, poiché l’opera di Ciceri si situa “in un territorio che esaspera il rapporto tra superficie e rappresentazione”1. Effettivamente l’opera di Ciceri rappresenta sé stessa e il suo farsi, seguendo una linea aniconica concentrata sugli aspetti linguistici, scientifici e percettivi, non lasciando margine o allo stesso tempo lasciando un margine amplissimo, rispetto ai significati e le interpretazioni, comunque, mai simboliche. L’opera è così al centro di un vero e proprio linguaggio, costruito attorno alla percezione, ai funzionamenti e ai limiti del nostro occhio.
La mostra presso il museo MA*GA, “La forma del ritmo”, è la prima occasione museale per riflettere e analizzare questa pratica.

 

L'artista

Nato a Legnano, artista e ricercatore, vive e lavora tra Barcellona e Bologna. La sua pratica si concentra su studi di carattere neuroestetico, percettivo e cromatico attorno l’ottica, la struttura chimica dei colori e dei processi neurofisiologici di ricezione delle immagini.

La forma del ritmo presso il Museo MA*GA è la sua prima mostra personale presso un museo italiano, inaugurata in occasione della diciottesima giornata del contemporaneo promossa da AMACI.

Tra le istituzioni che hanno ospitato il suo lavoro si ricordano inoltre la Kunstverein Friedberg (Identities, 2020), il Museo Marino Marini (Ex Voto, 2019), la Reggia di Caserta (Human Fights Rights Lights, 2019), il Teatros del Canal, Madrid (Human, 2017), il Museo Nazionale del Bargello (E dell’Arno alto tesoro, 2013) e l’Istituto Italiano di Cultura di Hong Kong (Andante, 2013).

Ha partecipato Inoltre a eventi internazionali quali Scope, New York; Fotografia Europea, Reggio Emilia; CONTEXT Art Miami, Miami.

Dopo essersi diplomato presso il Liceo Artistico a Varese e l’Istituto Marangoni a Milano, come textile designer, creative consultant e stilista ha lavorato con celebri brand tra i quali Gucci, Versace, Comme des Garçon, Dries Van Noten e Moschino.

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