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MISSONI, L'ARTE, IL COLORE

19 aprile 2015–24 gennaio 2016

La mostra

Il dialogo con l’arte europea del Novecento. La creatività e l’imprenditorialità di una grande Maison italiana. La straordinaria cultura e la genialità dei due fondatori. Ruota attorno a questi temi l’evento che il MA*GA di Gallarate (VA) dedica, dal 19 aprile al 24 Gennaio 2016, a Ottavio e Rosita Missoni, proprio nella città che scelsero nel 1953 come sede della loro casa e del loro primo laboratorio di maglieria.

Nell’anno di EXPO, i successi e i riconoscimenti internazionali dei Missoni, nella produzione tessile e nella moda, divengono portavoce tra i più accreditati del Made in Italy, rappresentando il valore di un territorio e testimoniando la capacità di generare linguaggi e confronti con i maggiori maestri dell’arte moderna e contemporanea.

Il percorso espositivo, caratterizzato dagli allestimenti che diventano essi stessi opere ambientali, è articolato secondo diversi registri narrativi che delineano le principali caratteristiche della genialità dei Missoni, fatta di colore, materia e forma. Al contempo emerge quanto la loro creatività sia legata a doppio filo con l’arte, rappresentando un caso pressoché unico nel panorama della moda internazionale.

La mostra MISSONI, L’ARTE, IL COLORE, curata da Luciano Caramel, Luca Missoni e Emma Zanella, è un progetto realizzato da Città di Gallarate, Museo MA*GA e Archivio Missoni, con lo speciale contributo di Regione Lombardia - Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie e Provincia di Varese; in collaborazione con Missoni e con la partecipazione di Gallerie d’Italia - Piazza Scala (MI) e Auser per MA*GA. Main partner The Woolmark Company; Media partner Rizzoli; Sponsor Parking Go. Partner: Missoni Home; Bolon, Bonaveri; Stoll; Zegna Baruffa; Richard Ginori; Lancia e Ypsilon. Sponsor tecnici: IVNG; Openjobmetis; XL Group Insurance con Assigeco; Stone Italiana; Gallina; Peroni; Antique Mirrors. La mostra fa inoltre parte dei circuiti Grand Tour EXPO e Officina Contemporanea [OC]. Con il patrocinio di EXPO, Padiglione Italia EXPO e Convention and Visitors Bureau.

L’esposizione si apre con la suggestiva video-installazione di Ali Kazma Casa di moda, nata nel 2009 per mettere in luce l’esclusivo connubio tra l’aspetto artigianale che affonda nella tradizione e il design contemporaneo, l’approccio rispettoso del materiale e del lavoro della maison Missoni e la volontà dell’artista di osservare da dietro le quinte il mondo glamour della moda e, più ampiamente, dell’attività umana.

Nella sezione Le Radici sono chiarite le origini della ricerca dei Missoni, le prime risorse e fonti d'ispirazione, nel campo delle arti visive e della moda. Il quadro di riferimento è quello della nascita delle avanguardie storiche in Europa, dall'astrattismo lirico di Sonia Delaunay, imprescindibile insieme a Kandinsky, al Futurismo di Balla e Severini e, come ricorda Luciano Caramel nel suo testo, “pregnante soprattutto il rimando a Klee, fondamentale per la comprensione della complessa cultura e pratica pittorica di Missoni”. 

Importante per la narrazione è anche l'affermazione, negli anni Trenta, di gruppi, riviste e ricerche volte alla definizione di una pittura e di una scultura geometrica, di carattere costruttivista e concretista. In questo contesto si afferma un linguaggio espressivo basato sulla ritmica composizione di forme e colori utilizzati in modo puro, che i Missoni traducono e rielaborano nei motivi centrali del proprio processo creativo. 

Questa sezione, infatti, come ricorda Emma Zanella nel suo saggio in catalogo, insieme a i primi “astrattisti italiani Munari, Veronesi, Soldati, Rho, Fontana o Vedova, traccia i confini di specifici territori di ricerca sul colore, sulla forma, sulla linea, sul ritmo che hanno caratterizzato la non figurazione europea nella prima metà del XX secolo e che hanno costituito i presupposti culturali e progettuali del mondo creativo di Missoni”.

Ne è un esempio Sonia Delaunay, le cui opere rivelano particolari affinità con i Missoni per modalità di lavoro e per esiti formali, non solo perché anche Sonia, con il marito Robert, ha messo a disposizione la propria capacità inventiva per il mondo della moda, della produzione di tessuti e del disegno di costumi teatrali, quanto perché l’assonanza dei due mondi tocca le corde fondamentali della loro poetica, per metodo e per risultati.

Altro esempio è Spitz-Rund (Aguzzo-rotondo) di Wassily Kandinsky, dipinto che raccoglie e sintetizza l’esperienza del maestro russo a contatto con la Bauhaus di Weimar e Dessau, evidente nella marcata geometrizzazione delle forme e nell’uso di colori dalle risonanze psichico ed emotive, mentre allo studio del colore in movimento si dedica Luigi Veronesi tra i precursori più acuti e sperimentatori dell’arte astratta nell’ambiente artistico milanese dagli Anni Trenta in avanti, del quale si presentano due film astratti di straordinaria attualità, Film 4 (1940), Film 6 (1941), in cui le linee e i colori si muovono in composizioni libere, dominate dal ritmo.

La mostra prosegue con Il colore, la materia, la forma, una serie di installazioni immersive, progettate da Luca Missoni e Angelo Jelmini, caratterizzate da una profonda fusione tra la ricerca di materia e colore, proprie del fashion design e dimensione ambientale, mutuata dalle arti visive. Realizzare abiti per i Missoni significa, infatti, dare spazio al colore, alla materia e alla forma, immaginate e plasmate secondo una rigorosa e personale ricerca estetica. “I filati sono il medium per il colore che, lavorato a maglia, prende profondità e rilievo”, scrive Luca Missoni nel testo in catalogo, e lo confermano queste grandi e scenografiche installazioni che avvicinano il visitatore all’elasticità della materia e alla ricerca delle tonalità del colore, mostrando l’eleganza e la morbidezza del filato e del tessuto a maglia, principale cifra stilistica della maison documentata anche dagli oltre cento abiti storici esposti. 

I dialoghi tra l'intensa attività creativa di Ottavio e Rosita Missoni e la cultura visiva italiana sono, tra gli anni Cinquanta e Ottanta, molto intensi. Un'ampia selezione di opere, provenienti anche dalla stessa collezione del MA*GA, documenta questa costante relazione: i riferimenti, le persistenze e le variazioni di motivi sono ricorrenti opera dopo opera. Troviamo così le tele di Ottavio Missoni confrontarsi con i grandi maestri dell'astrattismo italiano del secondo dopoguerra, dagli autori di Forma 1 come Dorazio e Accardi, al MAC di Munari e Dorfles, fino alle sperimentazioni optical e cinetiche di Dadamaino e Colombo che ci permettono di farci notare come, tra anni Settanta e Ottanta, l'uso di segno e colore si faccia più rarefatto e concettuale conferendo una chiave di lettura del tutto inedita ed autonoma ai molteplici studi e bozzetti realizzati dallo stesso Ottavio Missoni.

Alle opere più significative di Ottavio Missoni è dunque dedicata l’ultima sala della mostra, presentando un’inedita installazione. Si tratta di una serie di grandi Arazzi realizzati in patchwork di tessuto a maglia, allestiti in uno spazio immaginato, ancora una volta da Luca Missoni e Angelo Jelmini, come scenografico e suggestivo. Questo per sottolineare l'importanza che gli arazzi hanno avuto per Ottavio Missoni il quale, a partire dagli anni Settanta li elegge come esclusiva tecnica di espressione artistica, capace di concentrare in modo peculiare gli interessi trasversali, sia nella moda che nell'arte, per materia e colore. “Del resto, se in un primo tempo qualcuno si interrogò dubbioso sulla possibile attribuzione delle opere tessili di Ottavio Missoni, appunto in quanto tali, all’arte […] – scrive ancora Luciano Caramel – ben presto l’equivoco fu contraddetto dai fatti”.

Accompagna l’esposizione un catalogo edito da Rizzoli, a cura di Luciano Caramel, Luca Missoni e Emma Zanella. A corollario dell’evento, un vasto programma di attività collaterali e proposte didattiche.

*Immagine guida: Ottavio Missoni, Senza titolo, 1973, Collezione Privata.

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